01/01/2011

La storia

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lucia.jpgdi Lucia Checchia

L’odierno territorio molisano era abitato già in epoca preistorica e si popolò soprattutto tra il V e il IV secolo a.C.. Gli antichissimi villaggi sorgevano non distanti dalla costa o a ridosso del fondovalle, in posizione strategica, visto il ruolo fondamentale che il mare assumeva per queste popolazioni quale sistema di comunicazione e di scambi commerciali tra le zone interne, i centri costieri e quelli posti al di là dell’Adriatico.
I primi abitanti della costa furono molto probabilmente i Frentani, una popolazione di origine sabella che occupava i territori che dalle falde appenniniche del Sannio giungevano fino al mar Adriatico, tra i territori dei Marrucini a Nord e quello dei Dauni a Sud. Sapevano andare per mare ma non avevano una vera e propria flotta o per lo meno nulla ci è pervenuto dalla fonti storiche.
Laboriosi, attivi, intraprendenti, costellarono il loro territorio di grandi centri abitati: Anxanum, Geronium, Sicalenum, Usconium e Larinum e poi ancora sulla costa: Hortona (Ortona), Histonium (Vasto), Buca (?) e Cliternia (Campomarino).
Alcuni storici insigni quali Mommsen, Kromajer e Miller ritengono che Termoli sia la continuazione dell’antica città di Buca o BUBA, in base ad una lapide riportata da Giambattista Pollidori e ad alcune designazioni di Strabone e Tolomeo che, nelle loro geografie, avevano situato questo centro abitato tra il fiume Tiferno (Biferno) e Istonio (l’odierna Vasto). Questa ipotesi viene smentita da più parti e la collocazione di Buca viene fatta coincidere talora con Punta Penne, talora con Campomarino.
Nonostante il trascorrere dei secoli e i tentativi di venirne a capo, le origini di Termoli sono tuttora incerte. Scarsi i documenti in nostro possesso. Molti di essi sono andati distrutti vuoi per incuria dell’uomo, vuoi per tutti gli eventi che hanno interessato il nostro territorio.
L’unica cosa certa è che il borgo antico è il frutto di successive ricostruzioni anche se, ancora oggi, non sappiamo con sicurezza quale sia stato il popolo che per primo si è insediato sul piccolo promontorio: gli antichi abitanti di Cliternia nel 412 d.C. per sfuggire all’invasione dei Goti, i frentani nel VI secolo a.C. o, come emerge da scavi condotti nel 1993-94 nell’area perimetrale della Cattedrale, all’età del bronzo?
Di certo Termoli fu possedimento, all’epoca dei Longobardi (571), del Ducato di Benevento. Ai tempi di Arechi (sec. VII) diventò capoluogo di una delle 34 Contee in cui venne suddiviso il Ducato. Nell’anno 801, al sorgere del Ducato di Spoleto, passò alle dipendenze della Contea di Chieti.
Durante l’epoca normanna venne assorbita dalla Contea di Loritello (attuale Rotello). Al disgregarsi di quest’ultima, nel XII secolo, venne incorporata nel demanio regio. In questo periodo di grande splendore Federico II fece rientrare l’approdo termolese in un più vasto programma di riorganizzazione degli approdi dell’Adriatico, ridisegnando il ruolo della città come porto commerciale e punto di imbarco per le crociate. La cinta muraria, probabilmente già esistente prima dei Normanni, venne espressamente citata in un documento del 1239 in cui Federico II concedeva l’apertura di un mercato fuori le mura; la presenza di strutture murarie difensive è confermata dal Quaternus de excadenciis Capitanatae in cui vengono citati il porto, il suburbio e le mura.
Gli abitanti di Termoli vissero all’interno del Borgo per secoli, fino al 1847, anno in cui Ferdinando II, in visita alla cittadina termolese, autorizzò la costruzione fuori le mura (extra moenia) definendo il tracciato dell’attuale Corso Nazionale sul quale prese il via la costruzione del borgo nuovo. Seguì la demolizione di parte delle mura vicino al Castello e la creazione di un nuovo accesso al borgo antico.

 

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