01/01/2011
IL BRODETTO
Del Brodetto termolese esiste una ricetta ufficiale sottoscritta da un notaio.
L'inizitiva risale all'8 novembre del 2005 ed è dell'Accademia Italiana della Cucina sezione di Termoli.
La ricetta, registrata come 'Brodetto di Tornola' (dal nome dell'antico rione del Borgo Antico termolese), è stata depositata con verbale dell' 8/11/2005 Rep. 46860 presso il Notaio Michele Conti di Isernia.
LA RICETTA
Ingredienti
Olio di frantoio di prima spremitura
Aglio
Prezzemolo
Basilico (facoltativo)
Peperone verde e peperoncino piccante
Pomodoro fresco (o pelati di sicura genuinità)
Pesci pelagici di fondale e precisamente:
Cicale o Pannocchie
Seppioline
Triglie
Merluzzetti
Zanchette
"Ntriccicarelle" (galletti)
Scorfani
Gallinelle (teste)
Lucerne (vocchncape)
Sbarroni o saraghetti
Razza
Tracine
qualche Lupino e/o Cozza
Nel fondo di una teglia di terracotta si versa l'olio nel quantitativo di 1/5 di litro e si aggiungono due spicchi d'aglio, si fa soffriggere per meno di un minuto. Si aggiungono pomodori nel quantitativo di circa mezzo chilogrammo, un ciuffetto di prezzemolo e basilico tritati a mano, mezzo peperone a pezzetti di circa 3 cm per lato e, per chi lo gradisce, peperoncino piccante q.b., nonché i crostacei ed i molluschi. Si fa cuocere per circa 5 minuti, poi si aggiungono gli altri pesci secondo il tempo di cottura di ciascuno e si lascia cuocere, aggiungendo poca acqua, per ulteriori 15 minuti. Si serve in tavola con la teglia fumante lasciando a ciascun commensale il piacere di servirsi da solo.
La pietanza va accompagnata con vino bianco freddo o con vino rosso di gradazione media.
(nella foto lo chef termolese Giorgio Sprocatti)
LA STORIA DEL BRODETTO
Il Brodetto esiste da quando esistono i pescatori; questo sugoso piatto marinaro ha costituito per secoli il principale elemento, se non l'unico, del pasto dei pescatori.
Ha quindi un' origine, oltre che antica, prettamente popolare e deriva dalla abitudine della gente di mare di utilizzare, quanto del pescato non potesse essere destinato al mercato, sia per la qualità (poco richiesta), sia per la troppo piccola taglia, sia infine per l' insufficienza quantitativa.
E, da una accozzaglia di pesci, pur buoni, ecco nascere il Brodetto che, in origine, si giovava solo dell�olio come condimento indispensabile.
Via via il piatto ha subito evoluzioni sempre più raffinate, conquistando una ben meritata fama in tutto il territorio Nazionale.
Oltre che sulla varietà dei pesci che lo compongono, il Brodetto gioca su una sapiente dosatura dei condimenti, che gli conferiscono sapore e delicatezza.
L'aggiunta poi di molluschi e crostacei serve ad elevare il valore gastronomico di questo piatto, che deve risultare di sapore omogeneo, permettendo tuttavia l'identificazione di ciascun pesce.D'altro canto va tenuto presente che una eccessiva quantità di odori (cipolla, aglio, peperoncino, zafferano, aceto, a seconda della variante che si vuol seguire ) può pregiudicare intero piatto o annientare le sfumature dei suoi vari componenti.
Ancora un accorgimento: nella scelta dei pesci vanno considerati sempre quelli di taglia piuttosto uguale e di uguale consistenza, onde evitare che durante la cottura si spappolino. Il Brodetto nelle sue quattro versioni ( abbiamo realizzato la quinta, cioè il Brodetto delle Marche, che vuol essere un'idea delle quattro esistenti) deve avere un denominatore comune: deve essere minestra e pietanza insieme; infatti i pesci, oltre a fornire la carne, devono dar gusto e sapore all'intingolo, cioè al Brodetto.
(fonte: Accademia del Brodetto)
| Segnala |
|
del.icio.us |
| OKNOtizie | |
Facebook |







Scrivi un commento